Pinotage, il Sudafrica nel bicchiere

La storia del Pinotage inizia con il suo creatore, il Professor Abraham Izak Perold (1880–1941), laureato in matematica, fisica e chimica.

Nel 1906 la provincia del Capo inviò Perold in Europa per una missione di scouting alla ricerca di nuove varietà di uve. Perold ritornò in Sudafrica con 177 nuove varietà; grazie ai suoi studi divenne il primo professore di Viticoltura all'Università di Stellenbosch e in seguito Preside della Facoltà di Agraria. Ancora oggi, le 177 varietà portate in Sudafrica da Perold fanno parte di una collezione presso la Welgevallen Experimental Farm dell'Università di Stellenbosch.

Nel 1925 Perold, nel corso dei suoi studi, incrociò con successo due vitigni molto diversi tra loro, il Pinot nero e il Cinsaut, che allora era conosciuto come Hermitage. Non si conoscono i motivi della scelta effettuata dal professore: si dice che Perold abbia voluto unire il principe dei vitigni a bacca rossa francesi, il Pinot Nero, con un vitigno molto più umile ma molto resistente, l’Hermitage. La tradizione racconta anche che il professore abbia voluto fare incontrare nobiltà e semplicità, due aspetti complementari della Terra.

Nasce così il Pino – tage, vitigno che ha trovato in Sudafrica le migliori condizioni di terroir e di clima per crescere forte e vigoroso. Il Pinotage è coltivato nella zona del Western Cape, dove, grazie al terreno argilloso e al clima fresco generato dal vicino Oceano Atlantico e dalle correnti marine dal Polo Sud, può raggiungere la perfetta maturazione, lenta ed aromatica. La zona più famosa per la produzione di un ottimo Pinotage è Stellenbosch.

La storia del Pinotage è segnata anche nel 1941, quando Charl Theron de Waal produsse la prima botte di vino Pinotage, appunto a Stellenbosch. Il nome è apparso poi per la prima volta su un'etichetta di vino nel 1961, il Lanzerac Pinotage del 1959 della SFW (Stellenbosch Farmers Winery Group).

Da allora al Pinotage è stato riconosciuto il valore di "vino eccellente e vitigno con un enorme potenziale" ed è stato definito la gemma enologica del Sudafrica. Di pari passo, il Pinotage ha trovato una sua precisa collocazione tra i vitigni più noti al mondo, ponendosi allo stesso livello delle più apprezzate varietà europee.

Contemporaneamente a tali successi internazionali, Frans Malan della Simonsig Wine Estate sperimentava diversi approcci nel processo di vinificazione del Pinotage, adottando ad esempio botti di rovere nuove per l’invecchiamento del vino.

Tra i Pinotage prodotti nella sua cantina proponiamo il Pinotage 2018, dal vivace colore rosso cremisi con aromi di frutti di bosco e sottili note di liquirizia e spezie dolci.

Al palato propone un sentore di composta di lamponi, amarene e fragole. La sua leggera e armoniosa acidità e i tannini morbidi e ben arrotondati fanno sì che il Simonsig Pinotage 2018 sia molto piacevole e beverino.

Per questo, si tratta del Pinotage perfetto per approcciare questo vino caratteristico del Sudafrica. Un’esperienza gustativa che sorprenderà positivamente anche chi non ha mai degustato vini sudafricani ed in particolare l’emblema della realtà enologica del Paese Arcobaleno: il Pinotage.

Perfetto per accompagnare il tradizionale braai sudafricano, ma anche piatti di pasta, carne di struzzo e selvaggina.

Per la scheda prodotto di Simonsig Pinotage, clicca qui.

Vogliamo concludere questa pagina dedicata al Pinotage segnalando a tutti le persone appassionate di questo vino che la città di Stellenbosh ha dedicato un vigneto al padre del Pinotage, il Perold town vineyard, costituito da 2500 metri quadri e 800 vigneti. Un omaggio al vitigno simbolo della terra Sudafricana.

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